E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 del 22/2/2019 il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24/12/2018, con cui è stato approvato il modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) per l’anno 2019.

L'articolo 6 del Decreto Legge 14 dicembre 2018, n. 135 recante "Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione” stabilisce che dal 1° gennaio 2019 è soppresso il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI): fino alla definizione e alla piena operatività di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, i soggetti individuati dal D.lgs. 152/2006 garantiscono la tracciabilità dei rifiuti attraverso la tenuta di registri e formulari e la presentazione del MUD secondo quanto previsto dagli articoli 188, 189, 190 e 193 dello stesso Decreto, con le relative sanzioni.

L'articolo 189 c.3 prevede che chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti, i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione, le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti, i Consorzi istituiti per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, nonché le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) con più di 10 dipendenti, comunicano annualmente alle camere di commercio territorialmente competenti, con le modalità previste dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto delle predette attività.

Il modello dovrà essere utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento all’anno precedente.

Il MUD 2019 sostituisce integralmente il modello unico allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 dicembre 2017.

Il nuovo MUD va utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 22 giugno 2019 (120 giorni dalla pubblicazione in GU del DPCM), con riferimento all'anno 2018.

L'Allegato 1 al decreto specifica l'articolazione del MUD in comunicazioni che devono essere presentate dai soggetti tenuti all'adempimento. Il provvedimento contiene il modello e le istruzioni per la presentazione delle seguenti Comunicazioni:

Comunicazione Rifiuti;
Comunicazione Veicoli Fuori Uso;
Comunicazione Imballaggi, composta dalla Sezione Consorzi e dalla Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio;
Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione;
Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

RIMANGONO IMMUTATI RISPETTO AL 2018:

Struttura del modello, articolato in 6 Comunicazioni.
Soggetti obbligati alla presentazione del MUD: sono quelli definiti dall’articolo 189 c. 3 del D.lgs. 152/2006 ovvero trasportatori, intermediari senza detenzione, recuperatori, smaltitori, produttori di rifiuti pericolosi, produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali, artigianali e di trattamento delle scorie con più di 10 dipendenti, Comuni.


NOVITA’ DEL MUD 2019:

l’esclusione dalla comunicazione semplificata per i produttori che conferiscono rifiuti fuori dall’Italia;
l’introduzione dell’obbligo, per i gestori, di specificare l’origine dei Cer 1912, 190501 e indicare se i Cer 160601-160605, 200133 e 200134 sono relativi a pile portatili (ma anche la modifica di alcune descrizioni della “tipologia impianto”, istruzioni ad hoc per chi svolge sia il trasporto sia il trattamento del medesimo rifiuto e il dovere, previsto anche per le comunicazioni Raee e veicoli fuori uso, di indicare i trattamenti previsti per i rifiuti ricevuti all’estero); con riferimento alla comunicazione imballaggi, l’introduzione dell’obbligo dei gestori di distinguere tra il trattamento mono-materiale o multi-materiale e l’integrazione della scheda SBOP per il Conai;
l’aggiunta di due nuove categorie (pannelli fotovoltaici e lampade a scarica) nella comunicazione Raee e l’inserimento di nuovi codici e campi nella comunicazione rifiuti urbani, assimilati e raccolti in convenzione.
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